Che mischia!

Segrate, 10 marzo – L’aria è frizzante e il cielo regala sprazzi di sole e di nuvole, sono le 9.45 e i ragazzi sono già tutti pronti per il riscaldamento sotto la guida dei nostri coach. Con un po’ di timore i giovani rhodensi confabulano qua e là indicando gli elementi più grossi delle altre squadre: qualcuno è in effetti più alto di un adulto, possono far paura a tutte le età, soprattutto alla loro…
Gli allenatori portano buon umore e concentrazione, i nostri rugbysti seguono in maniera ordinata le loro indicazioni. Si parte.

Le Partite
Siamo in campo, si comincia a “ballare” e i ragazzi non si tirano certo indietro: mostrano il loro solito modo di giocare fatto di passaggi veloci (oggi un po’ meno precisi, ma l’impegno c’è e si vede). Le prime due partite vengono archiviate con due pareggi, anche se sembravano due partite totalmente alla portata dei nostri ragazzi, ma poco importa, si fa esperienza, serve anche questo. I soliti indomiti del placcaggio si sacrificano sui “giganti” avversari, senza paura, precisi ed efficaci.
Passiamo il turno e ci presentiamo alle finaline: la prima ci vede sconfitti, l’ultima vittoriosi: il modo migliore per chiudere la giornata con il gusto della vittoria impressa negli occhi!
I mister hanno dato indicaizoni costantemente, facendo giocare tutti i convocati senza badare troppo al risultato: tutti sono utili, tutti devono avere il loro spazio. Sono qui per imparare e la cosa migliore per imparare è giocare partite vere.
A bordo campo i sostituti incitano i compagni di squadra e poi corrono veloci quando è il loro turno di entrare.

Per finire
Ci sono momenti nella U12 in cui il minirugby inizia a somigliare tantissimo al rugby vero. Domenica abbiamo potuto ammirare la caparbietà di una difesa di mischia che ha incollato la squadra avversaria sulla propria linea di meta: 5 minuti di lotta, di mani che sollevano il pallone ad un secondo dalla meta! Fuorigioco e mete annullate, sempre lì, con i piedi incollati alla linea e le spalle pronte a bloccare chiunque provi ad arrivare. Fatica da rugbysti veri, tanta. Sacrificio e voglia di non mollare. Sicuramente ricorderemo una battaglia di forza di volontà e mani sotto il pallone a negare il punto fino all’ultimo. Merita una segnalazione positiva l’attenzione dell’arbitro/allenatore del Segrate che ha controllato scrupolosamente lo svolgersi di queste azioni cercando di capire cosa succedeva sotto tutti quei corpi e quelle mani. Molto spesso nel minirugby si premia l’azione e si dà una meta nell’indecisione, anche se non si è sicuri al 100%, come è giusto che sia. Ma a volte va premiato anche lo sforzo di una difesa che non ci sta a farsi segnare e che dà tutto quello che ha, con i piedi inchiodati su quella linea bianca!

Complimenti ai nostri ragazzi che ci rendono sempre orgogliosi al di là del risultato.
Il finale più bello? La domanda del coach a fine torneo: “e allora, vi siete divertiti?” e l’urlo squillante dei nostri piccoli atleti: “siiiii!”

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