I fiori di Sanremo

Sanremo, 1 giugno – Questo fine settimana il rugby ha portato i nostri ragazzi a Sanremo, trasferta durante la quale il rugby “giocato” potrei dire che passato in secondo piano. Senza nulla togliere ai confronti, nei quali l’impegno non è mancato, direi che sono state due giornate di rugby globale vissute dentro, di fianco e oltre il campo. Ridurrò quindi al minimo la cronaca dando spazio ad alcuni “fiori” di vita nel rugby.

Il mare
Finalmente un sabato caldo. Il campo si affaccia sul mare, come una grande terrazza; il profumo della salsedine arriva deciso e, sarà la primavera che è mancata, o la percezione che l’estate non è più così lontana, fatto sta che la tentazione è davvero forte. L’acqua è più che “fresca” ma oggi ai ragazzi non interessa, prevale il piacere di condividere il primo bagno della stagione con i compagni di squadra.

La sabbia
Manca ancora un po’ alla partita, si pensa quindi di ingannare il tempo con una sfida di beach rugby. La sfida è delle più classiche, avanti vs trequarti! Il toccato (idea dei trequarti) è d’obbligo. Poco conta chi vince, come fosse trasmessa per osmosi, rivalità di reparto, vecchia di duecento anni, è il vero spettacolo del confronto.

Il campo
Il triangolare vede partecipi oltre a noi, i padroni di casa e l’Imperia. Basterebbe dire che si è giocato a rugby senza troppi pensieri, divertendosi, mischiandosi con i ragazzi di Sanremo e anche impegnandosi. Nel confronto con l’Imperia i liguri devono guadagnarsi la vittoria di una meta faticando il giusto. Agli onori della cronaca voglio lasciare solo un episodio, la meta di Manuel che gioca con noi (e a rugby) da poco più di un mese. Direi che è normale che un mese sia decisamente poco per conoscere le regole del gioco.
Beh, Manuel ha studiato sul bignami del rugby: pagina 1 – titolo “Avanzare”. Palla lenta poco oltre i 10 m del Sanremo, ovale trasmessa dal
mediano che Manuel blinda tra le mani e segue l’unica regola che sa. Si forma una maul, Manuel avanza, dritto, come un Landini testa calda (cit. Aprile '74 – Paolini), rallenta ma continua ad avanzare. Si aggiungono poi, quasi per coreografia, alcuni compagni a sostenere la maul con una spinta quando è oramai sulla linea di meta. Ovale schiacciato a terra. A volte nel rugby basta aver chiaro poche regole: avanzare.

Il terzo tempo
Il rugby di questo fine settimana è anche un terzo tempo prolungato. Dopo la fase con i padroni di casa si continua in autonomia con degli hamburger improvvisati e le torte dalle delle nostre gentilissime mamme. I rhodensi pensano quindi di concludere la serata con una
partita di calcetto. Un “peccato” veniale che è tacitamente accettato dai coach. Lasciamo quindi libertà di azione ai ragazzi, per scoprire dopo quasi un’ora, di alcune modifiche che questi hanno apportato al regolamento del calcio. Principalmente si tratta di varianti legate all’abbigliamento: l’unico capo ammesso durante il match sono i calzini!

Il camper
Finalmente giunge l’ora del riposo, a questo punto i biancorossi sono davvero cotti. Ci si separa e si va a dormire nei camper dove questa sera nessuno faticherà a prendere sonno. Noi ci ritiriamo in buon ordine poco dopo e concludiamo una bella giornata di sport in riva al mare
Saluti dalla città dei fiori!