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Minirugby

"Dal bordo di un campetto di periferia sto osservando qualche decina di bambini e bambine tra gli otto e i dieci anni che stanno giocando a "guardie e ladri". La "refurtiva" è un pallone ovale, che i giocatori si contendono con accanimento.
Apparentemente tutto è permesso, ma l'arbitro, un signore attempato ma ancora in buona forma, di tanto in tanto fischia, fa indietreggiare di dieci metri la squadra che aveva la palla e assegna l'ovale alla squadra avversaria.
Dopo un po' capisco qual È l'unico fallo previsto per quel gioco: non si passa la palla in avanti.
L'arbitro non si limita a fischiare, ma correndo incoraggia, consiglia e controlla che i contatti fisici non degenerino.
Una sola volta un suo rimprovero aspro: quando un bambino protesta perché non è d'accordo sul fallo che gli è stato fischiato contro.
È una scuola di avviamento al rugby.
Non ci sono mischie, non ci sono touches, nulla di nulla.
Tutte regole di comportamento che fanno parte, per tradizione, della formazione morale e civile del rugbysta: controllo del vigore fisico e dell'aggressività, rispetto per l'avversario, nemmeno un'accenno di protesta contro le decisioni dell'arbitro, rituali di saluto a spettatori (in questo caso c'ero solo io) e avversari all'inizio e alla fine della partita."


Fulvio Scaparro
Tratto da "IL TERZO TEMPO"
Marco Pastonesi - Enrico Pessina


Categorie under 6, under 8, under 10, under 12

Aspetti generali del lavoro

Il gioco del rugby viene definito dalla letteratura sportiva gioco di situazione e di combattimento, dove l'alto numero dei giocatori che vi partecipano, l'intensità del contatto fisico, rappresentano gli aspetti che maggiormente lo caratterizzano e lo distinguono dagli altri sport di squadra.

Nella sua evoluzione, esso si fonda su due rapporti di relazione fondamentali che regolano e determinano i comportamenti dei giocatori nello spazio di gioco.

  • Un rapporto di opposizione tra i giocatori delle due squadre;
  • Un rapporto di cooperazione tra i giocatori di ciascuna squadra

Tali rapporti di opposizione e di cooperazione, comuni a tutti gli sport di squadra, si concretizzano nel gioco attraverso il rispetto delle regole e dei principi fondamentali del gioco stesso.

Le regole fondamentali del gioco del rugby sono:

  • Segnare la meta
  • Placcare
  • Il fuori gioco/Passaggio non in avanti
  • Il tenuto

I principi fondamentali del gioco

  • AVANZARE
  • SOSTENERE
  • PRESSARE
  • CONTINUARE

Il rugby non può essere presentato all'allievo in tutta la sua complessità.

Questa dipende:

  • Dalla stessa attività (elevato numero di giocatori, con grande diversificazione di ruoli, regolamento molto complesso, svariate possibilità d'azione dei giocatori, ecc.);
  • Dalla complessità del soggetto a cui si vuole insegnare (problemi d'ordine affettivo, motorio e cognitivo).

L'educatore, quindi, nel presentare il gioco al bambino principiante deve semplificarlo senza snaturarlo, con un procedimento pedagogico che si sviluppa:

  • Dal semplice (per il bambino) al complesso;
  • Dal generale al particolare;
  • Dal conosciuto all'ignoto (cioè dall'attività del bambino, dalle sue conoscenze sul piano cognitivo, affettivo e motorio verso le esigenze fondamentali del rugby)

Il ruolo dell'educatore non è solo quello di "istruire" il giocatore, ma di metterlo in situazioni diverse tra loro, determinando degli apprendimenti frutto di attività coscienti e che gli permettono di capire ciò che fa.

Si arriva così a una costruzione continua del "saper fare" (APPRENDIMENTO).

Il ragazzo è posto di fronte all'esigenza di costruirsi il suo RUGBY.

L'insegnamento del rugby dovrà essere fatto mettendo il ragazzo nell'azione ludica allo scopo di farlo reagire nella sua unità ¿ totalità:

A livello affettivo ( per superare l'eventuale diffidenza del "contatto" ).

A livello cognitivo ( per una sempre migliore conoscenza e comprensione del gioco ).

A livello motorio ( soprattutto per creare i presupposti coordinativi per l'apprendimento della tecnica e i presupposti della prestazione fisica ).

Nel rugby è indispensabile, a livello dell'apprendimento, privilegiare il livello affettivo ( evidentemente senza tralasciare gli altri ): un fattore emozionale come la paura al contatto suolo/avversario, per esempio, fa percepire al giocatore delle informazioni false e comporta, di conseguenza, reazioni inadatte.

Risulta evidente che l'educatore deve rendersi conto delle difficoltà dei ragazzi a questo livello e deve aiutarli a risolverle.

Under 6 / Under 8



I° CICLO

5 - 8 ANNI

L'introduzione delle regole fondamentali, la scoperta del gioco e la presa in considerazione dell'avversario

Chi è il principiante nel rugby ? Quali sono di norma i suoi comportamenti osservabili nel gioco ?

Il bambino principiante è caratterizzato da estremo egocentrismo, non pensa che a se stesso, l'attrezzo di gioco è di sua proprietà e mostra un gran bisogno di affermazione individuale.

I comportamenti osservabili nel gioco sono da identificare in:

  • "grappoli" di giocatori intorno al pallone
  • paura del contatto fisico - pallone utilizzato come scudo del corpo
  • giocatori "satelliti"
  • sostegno presente ma solo in attesa del passaggio
  • rifiuto della perdita di equilibrio
  • aggiramenti e corse laterali
  • passaggi non necessari
  • giocatori dominanti sul piano fisico

Gli obiettivi da perseguire in questo ciclo sono:

Educativi

Piano affettivo: socializzare, vincere la paura del contatto con il suolo e l'avversario, favorire l'iniziativa individuale

Piano cognitivo: organizzare un progetto individuale tenendo conto di spazio e tempo; conoscere e rispettare le regole

Piano motorio: schemi motori di base, capacità coordinative e rapidità

Didattici

Regole fondamentali del rugby: segnare la meta e annullare, placcare, tenuto, passaggio non in avanti, fuori gioco

Principi fondamentali del rugby

In attacco: avanzare per segnare la meta, dare vita al pallone senza perderne il possesso, sostenere per continuare ad avanzare.

In difesa: avanzare per non far avanzare il portatore del pallone, cercare di recuperare lo stesso per tornare ad avanzare e segnare la meta

Abilità individuali relative al livello di gioco sviluppato dal gruppo

Under 10

II°

9 - 10 ANNI

Introduzione delle regole fondamentali, inizio della formazione del giocatore e attivazione della cooperazione

  • interesse di tutti i giocatori
  • il portatore di palla utilizza
  • acquisizione del concetto di corpo ostacolo - liberazione a contatto
  • il bloccaggio può evolvere il placcaggio
  • il sostegno interviene per continuare
  • il grappolo si va trasformando in raggruppamento
  • prime forme di gioco largo "corto"
  • si formano delle linee difensive di occupazione

Gli obiettivi da perseguire in questo ciclo sono:

Educativi

Piano affettivo:sentire il bisogno dell'altro e la ricerca della competizione, sicurezza in se stesso e nelle proprie capacità

Piano cognitivo: esigenza dell'organizzazione per un compito comune; elaborazione di progetti comuni che tengano conto dei compagni e degli avversari: prevedere situazioni, elaborare programmi, realizzare azioni adeguate al compito, iniziativa individuale/compito di gruppo

Piano motorio:capacità coordinative, velocità, forza veloce, mobilità articolare

Didattici

Regole fondamentali del rugby:gioco al piede ( calcio di invio, calcio di rinvio, ecc. )

Principi fondamentali del rugby

In attacco: stimolazione della determinazione finalizzata all'avanzamento efficace, comprensione del concetto d'utilità d'intervento pallone/spazio, miglioramento dei requisiti della "conquista".

In difesa: vanzamento collettivo, placcaggio e recupero del pallone.

Abilità individuali relative al livello di gioco sviluppato dal gruppo

Under 12

III°

11 - 12 ANNI

Formazione del giocatore di rugby e Inizio della specializzazione

I comportamenti osservabili nel gioco sono da identificare in:

  • prese di iniziative individuali da trasformare immediatamente in progetto collettivo
  • organizzazione delle linee offensive e difensive
  • i concetti di sostegno di conservazione e di riutilizzo per l'attacco, di sostegno di recupero e di occupazione prendono completo significato
  • i giocatori assumono un atteggiamento più critico e sentono il bisogno di acquisizioni più evolute

Gli obiettivi da perseguire in questo ciclo sono:

Educativi

Piano affettivo: stimolo e controllo della combattività, acquisizione dell'autocontrollo, fiducia in se stesso e nelle proprie capacità

Piano cognitivo: elaborazione di progetti comuni che tengano conto dei compagni e degli avversari; prevedere situazioni, elaborare programmi, realizzare azioni adeguate al compito

Piano motorio:capacità coordinative, velocità, forza veloce, mobilità articolare

Didattici

Regole fondamentali del rugby: conoscenza acquisita sia delle regole fondamentali che delle regole complementari

Principi fondamentali del rugby

  • rispetto nel gioco dei principi fondamentali
  • rispetto del concetto di utilità
  • ricerca dell'equilibrio di occupazione e d'utilizzo dello spazio
  • miglioramento della "conquista" come presupposto a un efficace avvio del movimento
  • produzione di un volume grezzo
  • Abilità individuali relative al livello di gioco sviluppato dal gruppo

In generale...

L'attività sportiva in generale e la nostra in particolare, non può prescindere da :

  • Una precisa e puntuale visita medica (la normativa ne stabilisce il tipo a secondo dell'età anagrafica).
  • Un corretto abbigliamento sia durante la gara che durante l'allenamento legato alla specificità della disciplina sportiva ma anche agli aspetti atmosferici e stagionali.
  • La presenza continua e puntuale alle sedute di allenamento.
  • La presenza inderogabile alle gare.
  • Il rispetto di alcune regole di comportamento in campo e fuori.


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