U12 @ 40° Trofeo Città di Treviso – 12/13.05.2018

Per Treviso tutti i nostri inviati hanno qualcosa da raccontare, emozioni da trasmettere e impressioni che vogliono condividere con tutti noi … Di seguito il racconto a 2 mani di Gabriele e Fabio e le impressioni di Donata! Lasciatemi qui…a morire di rugby, prosecco e chiacchiere

Beh forse come incipit è un goccino esagerato (ecco che ritorna l’allusione…) ma rende l’idea dell’aria respirata nei due giorni e mezzo di permanenza al centro sportivo la “Ghirada” per il “Trofeo città di Treviso” che ha visto confrontarsi più di 6.000 atleti suddivisi in U6, U8, U10 e U12. Visto dall’esterno, l’impressione è di un’ottima organizzazione, con decine di gazebo delle squadre che sembrano tende da cui spuntano combattenti che si affrontano con la voglia di vincere…fortunatamente su campi in erba tenuta molto bene!

I genitori presenti vagavano dal gazebo della squadra dei loro ragazzi al campo di gioco e le frasi più gettonate erano “dàme‘n’ombra de vino (in onore del dialetto locale) e “forza ragazzi spingete!”. Da parte loro i ragazzi hanno onorato l’impegno! In altre parole hanno messo in gioco tutto quello che avevano, mantenendo il giusto grado di concentrazione per tutta la durata del torneo; cosa non certo facile in un contesto così dispersivo.

Anche in questa occasione deluderò i lettori non parlando di classifiche, punti e partite; preferisco raccontare della voglia di giocare, della grinta che ho visto in ognuno di loro e perché no,anche della voglia di vincere. Tutto questo in un clima sereno. Si è vinto, pareggiato e perso senza troppi patemi! Semplicemente, così come dovrebbe accadere in ogni bel gioco. D’altronde quando dai tutto, esci dal campo “sazio” e pensi solo che hai giocato e ti sei divertito. A sentire qualcuno di loro è stato come “perdersi” nel modo del rugby, come salire su una giostra da cui non si vuole più scendere Un’ubriacatura (appunto) di buon rugby d’annata! Un’annata speciale di quelle che si ricorderanno.

E alla fine? Beh alla fine hanno cantato! Con soddisfazione e dal cuore… ma questo non è così facile da raccontare

Doveroso un giro di ringraziamenti: grazie agli allenatori, che hanno reso questa esperienza formativa anche per la persona e non solo per l’atleta. Grazie agli accompagnatori che fanno i cani da pastore. Grazie ai genitori che si sono adoperati per creare il “terzo tempo” dei genitori”

FabioGabriele

A noi il rugby piace, anche a chi non ne capisce molto (io!), per le sue regole e per i suoi ritmi. Il torneo di Treviso è una grande festa del rugby: sciami di ragazzi e bambini, e quanti colori! Mentre facevo un giro per i campi, comunque, quello che mi ha colpito davvero, oltre alla bella foto da quadro impressionista, sono stati i musetti dei ragazzi, piccoli e grandicelli.
Bastavano quelli a far vedere la loro determinazione e la loro voglia di essere lì. Le soddisfazioni e le delusioni del gioco passano in secondo piano rispetto all’emozione, all’occasione di confrontarsi con altri, tanti, e di divertirsi nel gruppo. Con un obbiettivo comune, quello di portare a casa un’esperienza forte e positiva, di sport ma soprattutto di crescita, che ti fa un pochino volare sopra la tua quotidianità
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Donata

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